Convegno di metà mandato: Call for Papers

sezione Immaginario / Associazione Italiana di Sociologia

Tra visibile e invisibile.
Per una sociologia dell’immaginario e del profondo

Roma, 21 e 22 novembre 2019

Università LUMSA | Museo MACRO

Piazza delle Vaschette, 101 | Via Nizza, 138

Pensiamo all’immaginario come alla parte invisibile del visibile, che lo sostiene e gli dà senso radicandolo e nutrendolo, attraverso vari livelli di significazione via via più profondi di cui è necessario scoprire mappa e contenuto. Possiamo rappresentare la cultura di una società come un oceano: sulla superficie vi sono mille onde, una diversa dall’altra, che vanno in tante direzioni, ciascuna con una sua particolare identità. Questa è la parte visibile, l’infinita fenomenologia del reale. Ma sotto la superficie l’oceano è più calmo, più silenzioso, vi dominano correnti larghe e maestose che, a vari livelli, spostano masse di acqua imponenti da un punto all’altro, influenzando poi ciò che può essere visto in superficie. Il sociologo del profondo deve saper nuotare tra le onde e immergersi nelle correnti del profondo, dev’essere nocchiero e palombaro mentre cerca di rinnovare il contatto tra queste dimensioni.

La sociologia dell’immaginario e del profondo vuole essere un ulteriore strumento della cassetta degli attrezzi del sociologo della tarda modernità: si tratta di una disciplina in corso di costruzione, che ha già individuato il suo oggetto e sta definendo le proprie metodologie, la propria epistemologia e le proprie tecniche di indagine. Abbiamo pensato che fosse utile costruire degli occhiali sociologici specializzati nello studio dell’immaginario sociale perché siamo convinti che esso sia una delle dimensioni consustanziali della società nel suo insieme.

Tanti sono i buchi della serratura da cui possiamo sbirciare ciò che c’è nella camera invisibile del profondo: arte, comunicazione, rappresentazioni sociali, il mondo delle cose e della cultura materiale, architettura, moda, la stessa scienza, e questo perché tutti gli oggetti, virtuali o concreti, che animano e costruiscono le società costituiscono il proprio senso in relazione con l’immaginario. Possiamo pensare un rapporto profondo, continuo, dialettico in cui parte dell’immaginario si fa società visibile, mentre questa reciprocamente si fa immaginario, si fa invisibile in un continuo reciproco aggiornamento e in un grande processo di costruzione- ricostruzione e interiorizzazione del mondo così come ciascuna società lo vive. E vivendolo, lo immagina.

Diverse grandi narrazioni immaginate si sono poi incarnate nella società e possono essere un esempio materiale di questo tipo di dialettica, come ad esempio le religioni, la pubblicità, la politica, soprattutto nella sua dimensione utopica; è impossibile concretizzare qualcosa se prima non si riesce ad immaginarla. Così come è impossibile dare senso a qualcosa, considerarla reale, se non si accede all’immaginario che l’ha creata. L’immaginario sociale è un complesso mosaico che incorpora come tessere segmenti di sapere, conoscenze ed emozioni che si coagulano intorno ad alcuni “nodi”, relativi ad aspetti particolari della vita e che rendono possibile per l’attore sociale compiere scelte e mettere in atto comportamenti. Ciò avviene in base a princìpi che hanno a che fare coi mondi dei valori e del desiderio, in una struttura di vincoli e di opportunità non sempre modificabili se non si attinge all’essenza profonda nella quale le nostre immagini del mondo prendono forma. Perché ciò che viene creduto reale, ci ricorda il teorema di Thomas, sarà reale nelle sue conseguenze.

In questo quadro d’insieme, la nostra proposta di studio dell’immaginario sociale si articola in tre macro-aree, che non sono né esaustive né esclusive, ma che dipingono un affresco di quelle che ci sembrano oggi le traiettorie maggiormente proficue per una sociologia dell’immaginario e del profondo:

Immaginario e trasformazioni dell’umano fra arte, scienza e tecnica. Fra le molteplici divaricazioni concettuali naturalizzate nel corso della Modernità, quella che oppone arte e scienza e quella che separa immaginario e tecnica sono fra le più generative e foriere di dicotomie apparentemente irriducibili. Generalmente, la scienza e la tecnica vengono infatti ricondotte al campo della conoscenza “certa” applicata all’agire pratico (pràxis) e al controllo del reale (mediato dalle tecnologie) mentre, all’opposto, arte e immaginario vengono ricondotti alla dimensione ideativa (idéa) ed espressiva mediata dalle strutture simboliche.

Ma fin dall’antichità, fatta salva la parentesi del moderno, i termini del rapporto fra arte e scienza, tecnica e immaginario sono profondamente mutati, dando luogo a connessioni e scissioni, ibridazioni e integrazioni, che costituiscono un campo di ricerca fertile e denso di implicazioni per la comprensione del presente. Inoltre, dalla metà del Novecento, il ruolo dell’immaginario (non solo mass-mediatico, ma anche artistico e scientifico) si è dimostrato cruciale nella creazione della realtà sociale. Insieme alle modifiche tecnologiche della sua riproduzione e agli effetti che ne derivano sull’aisthesis – specie all’intersezione fra operare artistico e operare tecno-scientifico – l’immaginario (inteso come la parte invisibile del visibile) costituisce il nucleo attorno al quale ruotano le prospettive più incisive di mutamento sociale, incluse le possibili metamorfosi dell’umano.

Muovendosi in questo quadro problematico, questa sessione del convegno intende accogliere quei contributi, sia teorici che empirici, utili a comprendere i processi di interazione fra arte, scienza, tecnica e immaginario e le prospettive che si aprono sul piano del rapporto uomo-natura e dei confini dell’umano.

Alterità. La società contemporanea sembra essere caratterizzata sempre più da una diffusa quanto (forse più spesso)ingenua attenzione alla diversità, alla differenza, all’alterità. L’attuale complessità delle alterità (culturali, di genere, generazionali, di abilità, ecc.) è intimamente correlata alle rappresentazioni sociali di queste, come vera e propria strategia per conoscere, categorizzare e ridurre la complessità stessa. Sospinti verso immagini, più vere di ogni realtà, che ci circondano nel mondo immaginale, si aprono così «impreviste e improbabili finestre di senso, mondi extraterritoriali alla realtà e al tempo cronologico, (…) che alludono a una gemma incastonata nella banalità del quotidiano» (G. Simmel).

Media, linguaggi estetici e prodotti culturali. I media sono il veicolo fondamentale dell’immaginario contemporaneo, i serbatoi inesausti da cui gli individui prelevano i frammenti di significato che compongono sotterraneamente gli orientamenti collettivi. In questa fase storica la questione principale si sta giocando sulla digitalizzazione, e sulla dialettica tra social media e media tradizionali. Molti studiosi parlano a questo proposito di un cambio di paradigma nella comunicazione di massa, e questo sarà uno dei temi principali di confronto del convegno. Nello stesso tempo la questione mediatica stimola alla riflessione sulle trasformazioni dei linguaggi e delle produzioni culturali, dalla retorica informativa dei nuovi giornalismi e dell’infotainment alla centralità narrativa sollecitata dall’esplosione delle serie televisive e dall’uso estensivo dello storytelling nella comunicazione politica.


Gli abstract (20 righe), completi di una breve bio-bibliografia degli autori, vanno inviati agli indirizziconvegnoimmaginario@gmail.com e valentina.grassi@uniparthenope.it entro e non oltre il 30/06/2019. Nell’abstract, almeno cinque righe saranno dedicate alla descrizione e a una prima riflessione sul percorso metodologico seguito, ed eventualmente sulle tecniche di indagine utilizzate, per individuare e sostenere gli argomenti trattati nel paper. In via sperimentale, tra le proposte ricevute, saranno selezionati anche 4 interventi che non prevedono, oppure non prevedono esclusivamente, la forma di presentazione testuale (prodotti audiovisivi, percorsi visuali, performance, ecc.). La comunicazione degli abstract accettati avverrà entro il 31/07/2019. 

Nel paper particolare attenzione dovrà essere dedicata a una riflessione e a una descrizione delle metodologie ed eventualmente delle tecniche utilizzate. I paper saranno successivamente pubblicati nelle riviste del network della sezione AIS Immaginario o in un volume collettaneo che raccoglierà gli atti del convegno.

L’avvenuta iscrizione al convegno andrà comunicata entro e non oltre il 30/09/2019 all’indirizzo convegnoimmaginario @ gmail.com previo pagamento della quota di iscrizione così articolata: strutturati (non soci AIS) €50; soci AIS €35; soci giovani e non strutturati €20.
La quota comprende l’iscrizione al convegno, i materiali di lavoro e i coffee break.

Il versamento avviene tramite bonifico bancario intestato a: AIS IT94D0200803444000400850394 presso Unicredit – Banca di Roma, Ag. di Caserta, P.zza Vanvitelli 24-28, 81100 Caserta; oppure tramite carta di credito utilizzando questo link: https://www.ais-sociologia.it/versamenti-aperti/
In entrambi i casi la causale dovrà essere “Cognome Nome convegno IMMAGINARIO”.

Le informazioni logistiche, hotel, cena sociale e altre notizie utili verranno pubblicate sull’apposita pagina sul sito www.immaginario.eu.

Nicosia: l’ultima capitale divisa del XX secolo o la prima del XXI?

Il 13 Ottobre 2018, alle 15,30, presso l'”Auditorium Mauro Bortolotti”, nel corso del Festival della Sociologia a Narni, si terrà  l’incontro “Nicosia: l’ultima capitale divisa del XX secolo o la prima del XXI?”. Interverranno Panagiotis Christias, Fabio D’Andrea, Valentina Grassi, Antonio Naso, Domenico Secondulfo, Rosario Salvato. 

Locandina (Festival della Sociologia 2018)


 

Immaginario e scienze sociali

Venerdì 18 maggio alle 11.30, al  Dottorato DIES – Diritto e Istituzioni Economico-Sociali dell’Università degli Studi di Napoli “ Parthenope”, sarà ospite il Prof. Fabio D’Andrea, con una lezione sul rapporto tra immaginario e scienze sociali.


 

Per una sociologia dell’immaginario – Fondazione della Sezione AIS Immaginario

Il Convegno fondativo della Sezione AIS Immaginario, ospitato dall’Università di Verona, si propone come prima tappa per indagare i temi dell’immaginario, ritenuto dimensione imprescindibile per comprendere la complessità contemporanea. Questa esplorazione richiederà, accanto all’opera dei sociologi, il confronto con varie discipline scientifiche e forme espressive.

Durante l’evento si presenteranno i tre numeri dedicati al “Re Nascosto” delle riviste h-ermes, im@go – rivista di Studi Sociali sull’Immaginario e Mediascapes Journal. Si tratta di una riflessione a più voci che segue la suggestione simmeliana del Re nascosto, il principio celato che influisce e si rivela nello spirito del tempo e potrebbe segnarne le nuove rotte. Il Convegno sarà altresì l’occasione per presentare e discutere con i giovani membri fondatori della sezione il volume a cura di L. Lombi e M. Marzulli, “Theorizing Sociology in the digital society”. Si darà spazio infine alla presentazione di progetti quali: ”Università di Strada”, “l’immaginario sociale della paura”, “l’immaginario del femminicidio e della violenza di genere”, “l’impatto socio-culturale della robotica di consumo” e del futuro Convegno “l’immaginario scientifico del nuovo millennio”.

Programma del convegno dell’1-2 Marzo 2018